Fenomenologia di Walter Veltroni

veltroni-ciao-721194_tn

12360288_10208118535704146_3101970144439988195_n

Questo è uno dei passi più significativi di Ciao, l’ultimo romanzo di Walter Veltroni. La prima impressione che si ricava è la netta obsolescenza del messaggio, che indica un’incapacità dell’autore di stare al passo coi tempi.

Oggi, come vediamo dall’affermarsi degli chef e dei talent-show di cucina in tv, il messaggio di Veltroni è assolutamente superato. Secondo la nuova impostazione mediatica, nell’immagine-messaggio che si vuol far passare, l’uomo che non sa cucinare o non vi si cimenta per impararlo diventa un uomo di serie B, se non un minus habens. Dunque, la situazione narrata da Veltroni, che vorrebbe identificare una cifra esistenziale, risulta del tutto perdente. Molto probabilmente l’autore non lo sa, perché non è aggiornato e forse non è più in grado di respirare lo spirito dei tempi, anche perché è sempre stato protetto – e ancora lo è – da un sistema d’impronta politico-egemonica che ne garantisce la presenza e la posizione, a prescindere da ogni condizione ambientale.

Dunque, oggi Walter Veltroni assume una sua fenomenologia, che va vista in quel disegno di egemonia cultural-editoriale che egli sta tracciando col sostegno sia dei suoi sodali (quali Michele Serra, Francesco Piccolo, Fabio Fazio ecc.), sia dei giornali e degli spazi televisivi consociati. La presenza capillare e permanente, la produttività di libri costante, il messaggio ripetuto e consolidato, gli appoggi politici indiscutibili, gli strumenti più efficaci a disposizione, servono a persuadere il pubblico dei lettori dell’imprescindibilità della sua presenza. Una macchina propagandistica formidabile, che punta ad affermare il concetto secondo cui oggi chi legge e consuma cultura – e politica – non potrà non leggere Veltroni. Questo l’obiettivo da raggiungere.

Advertisements

One thought on “Fenomenologia di Walter Veltroni

  1. Per inciso, “Gli uomini lasciati soli che sono una catastrofe”, è un topos decisamente antiquato: sarebbe come dire “Donne al volante pericolo costante”. Quindi, rendiamoci conto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...