Leonardo Colombati vs/ Massimiliano Parente e Antonio Scurati. 4: l’articolo-contumelia

Questa è la prima parte dell’articolo-contumelia che Leonardo Colombati – già redattore di Nuovi Argomenti e membro dell’entourage del fu Enzo Siciliano – pubblicò nel marzo 2007 sul defunto Vibrisse.it di Giulio Mozzi.
Qui Colombati risponde duramente all’attacco sferratogli da Massimiliano Parente su
Libero e agli interventi ostili di Renzo Paris su Liberazione e di Antonio Scurati su Il manifesto. Il nome più menzionato nell’invettiva risulta quello di Antonio D’Orrico, considerato la vera pietra dello scandalo (lo si vedrà anche nello sviluppo dei commenti all’articolo), in quanto artefice di una potente promozione sul magazine Sette (del gruppo Rcs) del libro di Colombati (pure del gruppo Rcs). Si evocano ambigue relazioni amicali, furbizie consortili e scorrettezze sulla stazza fisica dell’autore. Viene menzionato anche il mostro sacro Roberto Saviano.
I grassetti sono stati mantenuti conformi all’originale.

leonardo-colombati siciliano

Il 7 marzo è uscito il mio nuovo romanzo, Rio, a proposito del quale, il giorno successivo, il Magazine del Corriere della Sera ha pubblicato un lungo articolo-intervista a cura di Antonio D’Orrico.
Molti critici letterari, si sa, hanno in odio D’Orrico: per i suoi giudizi trancianti sulla narrativa, per le sue idiosincrasie, per i suoi miti, per il taglio spesso polemico dei suoi pezzi e (soprattutto) per il suo successo, e cioè per il fatto che egli sembra aver stabilito un contatto profondo coi suoi lettori.
D’Orrico, per le menti raffinate ed engagée delle terze pagine dei giornali, è visto come un grossolano book-jokey, un elefante in una cristalleria. Ma, a proposito della cristalleria, non mi sembra ci sia molto da rompere se gli articoli son quelli che velocemente qui passo in rassegna.
Inizio con Massimiliano Parente, che su Libero, il 9 marzo, pubblica un articolo in cui mi dà segnatamente dello “stronzo” e chiosa: “Siccome Colombati è amico di Piperno, e Piperno è amico di Saviano, e tutti e tre sono stati lanciati da D’Orrico, (…) qualche maligno potrebbe cominciare a pensare che siano i furbetti du côté de chez Siciliano”. Poi continua: “Piperno, Saviano, Colombati. Sono quelli che D’Orrico ha lanciato su Corriere Magazine. I ricchi, la mafia, di nuovo i ricchi. (…) Per fortuna c’è il postpasoliniano Mario Desiati, che lo stesso giorno del Magazine si interessa di precari sul Corriere. Solo che Desiati è amico di Colombati che è amico di Piperno che è amico di Saviano, e è anche amico mio, Desiati, ma non è colpa mia. Nessuno si odia più, neppure gli scrittori ricchisti contro gli scrittori poveristi”.
Oggi, sempre su Libero, Parente continua la sua battaglia e già Desiati non è più amico suo ma di noi “snob pseudoimpegnati che bazzicano nella via Sicilia dove c’era Siciliano”, altrimenti definiti sempre da Parente “la lobby dei furbetti del quartierino”.
È utile chiarire che quando parla di via Sicilia e di Enzo Siciliano, Parente allude a Nuovi Argomenti, la rivista letteraria che annovera Desiati, Piperno, Saviano e il sottoscritto tra i redattori. Allora, è bene che si sappia che Parente su Nuovi Argomenti ha pubblicato articoli e che sulla bandella di copertina del suo libro Parente di nessuno c’è scritto “collaboratore di Nuovi Argomenti”. Della serie: Parente – il furbetto pentito del quartierino.
Sempre questa settimana, l’autorevole – si fa per dire – Sole 24 Ore – pubblica un pezzo non firmato che si concentra esclusivamente sui dieci chili di troppo che mostro nelle foto a corredo del pezzo di D’Orrico e ironizza sul fatto che io abbia faticato molto a scrivere il romanzo uscendosene con un giudizio critico degno di Debenedetti e Citati: “Sai che supplizio. Anzi che supplì”, per poi immaginare il mio menù ideale fatto di amatriciane, trippe e coratelle.
Il 13 marzo è la volta di Renzo Paris su Liberazione, che si spiega così il pezzo di D’Orrico sul sottoscritto: “C’è una voce che circola nell’ambiente letterario romano. Qualcuno ha chiesto a D’Orrico perché non si è occupato con lo stesso fervore di un altro romanzo uscito anch’esso da Rizzoli in questa stagione. La risposta è stata: ‘Perché non è un pariolino, cioè un borghese!’. Ma vorrei ricordare a Paris che in passato D’Orrico si è occupato di scrittori certamente non pariolini quali Niffoi, Saviano e Biondillo.
Anche Paris, poi, si sofferma sul mio tonnellaggio (dev’essere una nuova categoria della critica: la lipidografia), scrivendo: “Ma dove la vede la borghesia il critico, nella barbetta di Piperno, nella pancia di Colombati che ha dichiarato di essere ingrassato di diversi chili per consegnare in tempo il romanzo?”. Per poi concludere che la critica letteraria è finita “nel salotto di Piperno ai Parioli”, non sapendo forse che Piperno vive dalle parti di Fiumicino.
Poi c’è Antonio Scurati su Alias del Manifesto di oggi. Ho appena inviato alla redazione del supplemento questa richiesta di rettifica:
Gentile Redazione,
vi scrivo a proposito dell’articolo di Antonio Scurati, “Ma non è la comunità il fronte della battaglia”, pubblicato su Alias oggi 17 marzo 2007.
Nel suo articolo, Scurati si dice favorevole a “portare ovunque la critica, la parola letteraria, la comunicazione attorno e attraverso la letteratura, portarla perfino in televisione (…), per raggiungere anche quei tinelli tristi, quegli appartamentini di due stanze e cucina, dove soltanto la televisione arriva, e che oggi un certo tipo di scrittore, figlio degli stessi palazzinari romani che si sono arricchiti costruendoli, ha l’impudenza di disprezzare apertamente (vedi Colombati sul Magazine del Corriere)”.
Faccio osservare a Scurati che mio padre non è romano nè un palazzinaro, essendo nato ad Ancona e non avendo mai svolto l’attività di costruttore. Figlio di un palazzinaro romano è invece il protagonista del mio ultimo romanzo. Credo che questa dovrebbe rappresentare una differenza non di poco conto anche per un critico grossolano come Scurati, a meno che egli non voglia convincerci che Dostoevskij e non Smerdjakov fosse un omicida e Nabokov e non Humbert fosse un pedofilo.
Cordialmente
Leonardo Colombati

(…)

(segue)

Annunci

4 thoughts on “Leonardo Colombati vs/ Massimiliano Parente e Antonio Scurati. 4: l’articolo-contumelia

  1. Pingback: Leonardo Colombati vs/ Massimiliano Parente. 6: la gogna dei commenti | TEVIS & PARTNERS

  2. Pingback: Leonardo Colombati vs/ Massimiliano Parente. 7: commenti e polemiche mondane | TEVIS & PARTNERS

  3. Pingback: La lite Leonardo Colombati / Massimiliano Parente, con antefatto di Antonio D’Orrico. 3 | TEVIS & PARTNERS

  4. Pingback: Leonardo Colombati vs/ Massimiliano Parente. 8: agguati e ultimi commenti | TEVIS & PARTNERS

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...