T-File 82/2: Premio Bancarella unrated

bancarella 2012 058L’edizione 2012 del Premio Bancarella, che verrà ricordata per il suo esito nefasto, ha visto vincere il “thriller” medievale Il mercante di libri maledetti di Marcello Simoni, edito da Newton Compton. Un romanzo storico decisamente semplicistico, cosa che non significherebbe nulla di disdicevole, considerato il livello medio della produzione libraria – italiana e straniera – in questo segmento di mercato. Ma il problema, inconcepibile e gravemente ostativo, sorge a monte.

L’articolo 2 del Regolamento del Premio Bancarella recita: “Possono concorrere al Premio i libri di narrativa e saggistica, di autore italiano e straniero, pubblicati per la prima volta in Italia tra il 1° marzo dell’anno antecedente all’assegnazione del Premio e il 28 febbraio dell’anno dell’assegnazione.”

Ebbene, il romanzo di Marcello Simoni era già stato pubblicato in Italia nel 2007, presso la casa editrice Il Filo, col titolo L’enigma dei quattro angeli. Con questa premiazione, dunque, è stato palesemente violato l’articolo 2 del Regolamento, che ha carattere fondante rispetto al funzionamento dell’intera manifestazione.

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Come sappiamo, l’onestà intellettuale non è ritenuta condizione necessaria per il funzionamento dei premi letterari. Ma il rispetto della normativa regolamentare lo è in tutti i casi, e la sua violazione costituisce un fattore ostativo della legittimità stessa della manifestazione, dunque della sua validità.

Ciò ha due conseguenze:
– L’edizione del Premio, essendo da invalidare, non può essere sottoposta a rating;
– in mancanza di provvedimenti di rettifica che sanino la situazione creatasi, il valore complessivo della manifestazione risulta penalizzato ai fini di qualsiasi successiva revisione del rating.

Per questa gravissima violazione, l’edizione 2012 del Premio Bancarella non è valutabile, poiché – in accordo con i criteri della Quality Based Analysis – si è venuti meno al requisito della legittimità normativa.
La manifestazione, pertanto, viene qualificata UR: Unrated, ovvero non sottoponibile a classificazione.

ti-prego-lasciati-odiareL’anno seguente, andando ad aggravare una situazione già compromessa, l’edizione 2013 del Bancarella ha deciso di premiare nuovamente lo stesso editore Newton Compton, col romanzo – precedentemente autopubblicato – Ti prego lasciati odiare dell’esordiente Anna Premoli.

Di fronte a questo risultato inspiegabile, molti librai – a cui il Premio intende dare espressione – si sono interrogati sul senso di questa scelta e sui criteri seguiti: se sulla presunta vendibilità del testo, se sugli incassi programmati, o sulla pubblicità, o sulle fascette di copertina. Ciò in quanto il libro in questione, all’analisi oggettiva, risulta uno scadente assemblato di luoghi comuni (cfr. l’analisi di Pippo Russo) che sembra esser stato eseguito alla catena di montaggio, utilizzando trite formule da spot pubblicitario. Inserito in una collana d’impronta “rosa”, è un  prodotto editoriale di livello molto basso, letteralmente scritto male, che sembra voler rispecchiare l’entità del degrado ormai raggiunto da un grosso pezzo dell’editoria italiana.

Anna e il libroLa trama è inconsistente e scontata come nei più scadenti prodotti da edicola, e lo stile è sciatto e ricalcato, con numerosi errori idiomatici e grammaticali: “Dopo un anno di lotte di quartiere”, “Per forze di causa maggiore”, “Al massimo sono inciampata per sbaglio”, “Azzardo prudentemente”, “C’è l’ha”, nonché la luna definita un pianeta sono i più segnalati.

In pratica, i giurati del Premio Bancarella, anziché respingere il libro perché privo dei requisiti per rientrare nella rosa di selezione, non solo ve l’hanno accolto, ma l’hanno addirittura premiato.

La nostra Agenzia, di fronte alla nuova situazione descritta  e in considerazione della basilare irregolarità dell’edizione 2012, che di fatto l’ha invalidata, ritiene che non sussistano le condizioni per il minimo recupero di credibilità della manifestazione. Ciò in quanto la relazione fra la “merce libro” e il suo valore letterario – assunta programmaticamente dai fondatori del Premio – si è attualmente dissolta, insieme alla “fiducia reciproca” che ha legato tradizionalmente lettori e librai.

Pertanto, all’istituzione Premio Bancarella, per quanto ha prodotto nelle ultime due edizioni e in mancanza di rettifiche che sanino la citata illegittimità regolamentare, non può essere attribuito un rating nemmeno nel 2013 – pur essendo l’opera premiata compatibile con la classe B- (ultimo limite posto sulla soglia della categoria “pseudo-letteratura” o junk literature).

Rimane, dunque, la qualifica UR: Unrated, per la mancanza dei requisiti minimi di garanzia richiesti dalla Quality Based Analysis.

(2 – fine)

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