Elezioni sarde, demolita Michela Murgia

MICHELA-MURGIA

All’indomani delle elezioni regionali sarde, vediamo confermate le nostre previsioni:

«La sconfitta più bruciante è però quella di Michela Murgia. Proprio lei, che ambiva a convincere gli indecisi, è stata punita severamente, quasi oltremisura, dall’astensionismo. La scrittrice vedeva nei dubbiosi un serbatoio da cui attingere a piene mani, ma aveva evidentemente fatto malissimo i conti. Il suo risultato personale è ampiamente sotto le attese.

Ci sarà tempo e modo per riflettere su questa Caporetto politica della Murgia e della sua coalizione, ma di sicuro una cosa è certa: la candidata non potrà certo dire di essere stata oscurata dai media, locali e nazionali. Anzi, visti anche i modestissimi risultati ottenuti dalle tre liste a suo sostegno, potremmo dire che la Murgia è stata sostenuta da una bolla mediatica di dimensioni colossali. Non sempre le profezie si autoavverano, e non è bastato ai sostenitori della scrittrice comportarsi per mesi come i vincitori designati, esibendo atteggiamenti spocchiosi che ora si svelano per quello che sono sempre stati: evidenti manifestazioni di lontananza dal mondo del reale, da un’isola che volevano governare ma dalla quale sono stati platealmente ridimensionati. Ma di questo parleremo ancora.»

(www.vitobiolchini.it/2014/02/17/pigliaru-presidente-battuto-cappellacci-demolita-la-murgia-e-lei-la-vera-sconfitta-di-queste-elezioni-2)

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2 thoughts on “Elezioni sarde, demolita Michela Murgia

  1. Questo dimostra che non ci si improvvisa politici. Non basta saper dire le cose, un conto è scrivere bene (dato comunque contestabile e a me non fa impazzire), un altro è convincere le persone ad affidarti le redini di una regione. In queste settimane che hanno preceduto il voto, hanno pensato e diffuso i nomi degli assessori, sbandierandoli a destra e a manca. Il risultato era scontato per tutti, tranne che per loro. In fondo mi dispiace, avrebbero dovuto giocarsi meglio le carte. C’è però da dire che ha ottenuto un buon 10% contro il 6% di Pili, un candidato politico al quale hanno tolto voti. L’unico, perché Cappellacci non ha brillato durante il suo mandato e sarebbe stato logico vederlo sotto il 20%, e Pigliaru era una seconda scelta dopo la Barracciu, ritirata d’ufficio dopo che il suo nome è comparso nel registro degli indagati per peculato. Insomma, la sconfitta da una parte è dolce, comunque presentarsi dal nulla e ottenere il 10% è un buon risultato. Ma dall’altra parte è maggiore di quel che sembra, proprio perché ottenuta contro un governatore uscente che ha insoddisfatto tutti (destra e sinistra) e una seconda linea scelta in fretta e furia a seguito di una figura barbina dell’intera coalizione di sinistra.
    Che dire? La Murgia ora dovrà decidere se far sentire ancora la propria voce o lasciare che i sardi dimentichino questa sua parentesi poltronistica.

    PS: io sono storicamente di destra, ma ho votato proprio Pigliaru. Perché è un economista, è un ex assessore di Soru, e infine potrebbe dare un seguito alla presenza di Renzi al governo centrale. Speriamo bene, anche se non credo nei cambiamenti radicali.

  2. Speriamo bene per la Sardegna, lo speriamo tutti.
    In effetti, Michela Murgia non è stata fanalino di coda, come ci aspettavamo, ma ha preso un 10% dei voti validi (il 5% degli aventi diritto al voto): non è poco per un outsider.
    Ora resterà da vedere se riuscirà a proseguire la sua carriera letteraria o se subirà una battuta d’arresto.
    Quel che conta è che per la Sardegna si possa guardare a un futuro diverso e migliore!

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