File 302/1: revisione del rating di Erri De Luca

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Con l’ultima revisione del rating dello scrittore Erri De Luca, dopo aver valutato le ultime pubblicazioni in rapporto all’intera produzione letteraria, si è dovuto operare un significativo declassamento.

Dal 1989 a oggi, Erri De Luca ha pubblicato ben 62 opere, fra narrativa, poesia e teatro. Un’impresa notevolissima, considerando la produzione media degli scrittori italiani e internazionali. Una tale evidenza ne ha fatto un personaggio di spicco nel panorama culturale italiano, al punto che nel 2009 il critico letterario del Corriere della Sera Giorgio De Rienzo l’ha definito “lo scrittore del decennio”.

Ma, nel valutare con attenzione la sua produzione letteraria, risultano altrettanto evidenti alcune anomalie che meritano approfondimento. Infatti, nel determinare lo status di icona della letteratura “alta” nazionale, attribuito all’autore con una convinzione ribadita negli anni, non si è tenuto conto di una serie di fattori, generalmente ritenuti irrilevanti, fuorvianti o capziosi; i quali, però, non possono essere trascurati in un’analisi oggettiva.

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Fattori di ordine quantitativo

1) Quasi sempre, il numero di pagine delle opere di Erri De Luca è molto basso: può variare da un minimo di 25 (Senza sapere invece, Nottetempo 2008) a un massimo che raramente supera le 120. Il suo romanzo d’esordio Non ora, non qui (Feltrinelli 1989) inaugurò con 100 pagine quella che sarebbe diventata la tipica cifra deluchiana. Il peso della farfalla (Feltrinelli 2009) ne ha solo 70; E disse (Feltrinelli 2011) ne conta 89; La doppia vita dei numeri (Feltrinelli 2012) ne ha 69. Tutti libri molto smilzi, volumetti con poche pagine, che talvolta si riducono a opuscoli. Condensati di narrativa, distillati di letteratura che, a detta degli estimatori, vuol essere anche poesia.

2) Delle 62 operine date alle stampe, 25 sono uscite con editori piccoli e piccolissimi, poco visibili sul mercato librario. Ciò implica che il numero di titoli destinati a costituire validamente un corpus letterario deluchiano si riduce a 37.

Fattori di ordine qualitativo

Erri De Luca si è fatto da sé, ha esercitato diversi mestieri (operaio, camionista, muratore ecc.) e ha avuto un importante impegno di militanza politica nell’organizzazione di Lotta Continua. Nel 1989 è divenuto uno scrittore dalla coscienza civile, che medita e ricerca, nell’alveo della tradizione artistico-intellettuale della sinistra più autentica, che oggi appare – purtroppo – in estinzione.

Le sue opere letterarie sembrano voler sviscerare porzioni di mondo attraverso una laconicità espressiva spinta, volta a ridurre e asciugare il dire. Qualcosa che, però, intende andare oltre il “minimalismo” conclamato di matrice americana, che pure ha caratterizzato una tradizione di fine secolo.

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«È la più certa prova d’amore quella di un uomo che cambia parere per essere d’accordo con la donna.»
(In nome della madre, Feltrinelli 2006)

Nel complesso, i contenuti dei suoi volumetti – tanto smilzi quanto ricercate sono le soluzioni grafiche di copertina (volte a creare una suggestione che supplisca alla scarsità di pagine) – non paiono offrire la consistenza qualitativa che una simile operazione ultra-ventennale dovrebbe garantire.

Quando un critico letterario sul Corriere della Sera definisce Erri De Luca “lo scrittore del decennio”, occorre capire a quale decennio si riferisca: probabilmente non al primo decennio del nuovo secolo, ma piuttosto agli anni Novanta del Novecento, epoca in cui più forte era l’istanza di “resistenza” a quel cambiamento che stava minando (forse irreparabilmente) la struttura socio-politico-culturale del Paese. Era quella l’epoca in cui il ruolo dell’autore poteva avere un senso compiuto, e in cui poteva svolgersi un’efficace azione di contenimento contro la barbarie culturale e mediatica che tanti danni ha prodotto. Nel primo decennio del Duemila, invece, nulla ha avuto rilievo tale da indurre, quanto meno, una correzione di rotta in questa deriva.

«Il presente è la sola conoscenza che serve.»
(Il peso della farfalla, Feltrinelli 2009)

Cosa giustifica, dunque, il persistere della presenza “iconica” di questo scrittore nel nostro attuale panorama letterario? A un’analisi attenta, si sono potute riconoscere alcune direttrici che sembrano sottendere e spiegare la sopravvivenza di questo modello, oggettivamente datato e non in linea con lo spirito dei tempi.

(1 – segue)

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3 thoughts on “File 302/1: revisione del rating di Erri De Luca

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