File 107/2: declassamento di Giulio Cesare Giacobbe

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Nel penultimo titolo dell’autore, Il fascino discreto degli stronzi, si legge in calce a pag. 11 una nota che sembra introdurre le linee programmatiche del testo:

Sul fatto che la merda abbia un cattivo sapore sono tutti d’accordo. Ma è una di quelle cose contro le quali la scienza si batte da secoli: si dà per scontato un fatto senza che nessuno lo abbia mai verificato con la propria esperienza. Bisogna trovare un coraggioso, o una coraggiosa, che la faccia, questa esperienza, e riferisca poi all’intera umanità come sta la faccenda. Magari scopriamo che è buonissima. E magari ci si può anche risolvere il problema della fame mondiale.

Ora, prendendo le mosse da questo tipo di considerazioni, vediamo che l’intero libro sviluppa i propri argomenti oscillando tra la facezia e l’iperbole, con l’intento evidente di attrarre lettori che apprezzino il linguaggio parlato e i temi trivial-scatologici. Si vedano, ad esempio, la cacca e la piscia nelle famose narrazioni da gabinetto di Fabio Volo: ciò in accordo con una linea editorial-commerciale che da tempo l’editore Mondadori sembra perseguire con convinzione.

giacobbe-paura-sega-mentale_290x435L’ultimo titolo di Giacobbe, La paura è una sega mentale, ha l’aria di presentarsi come il manuale ufficiale della psicoterapia evolutiva, praticata dall’autore in forma professionale. Qui si spiega in termini semplici e accattivanti come fare ad affrontare la paura di cose e situazioni immaginarie, che vengono definite seghe mentali, in accordo con la filosofia di base dell’autore. Che invita – e convince – il lettore a semplificare le cognizioni fino a ridurle all’essenziale, a elementarizzarle, puntando a estinguere il concetto stesso di complessità del reale: il quale, tuttavia, rimarrà sempre la caratteristica fondante dell’essere e dell’organizzazione umana.

La “psicologia evolutiva” proposta, dunque, tende in realtà alla “involuzione” dei processi cognitivi, affinché vengano ridotti a uno stadio di consapevolezza primaria, liberata – quindi spogliata – dalle implicazioni speculativo-razionali che la mente umana incorpora per sua natura.
Quanto di “evolutivo” ci sia, in tutto ciò, non si riesce a vedere.

Il metodo qui offerto dall’autore risulta un amalgama di tecniche caratteristiche e già collaudate: come l’autoipnosi, tratta dalla programmazione neuro-linguistica, la respirazione e la recitazione mantrica, tratte dalle pratiche yoga e buddiste, e altre tecniche mutuate dalla psicologia gestaltica, la psicosintesi e la psicocibernetica.
Nulla di originale, dunque, ma una semplice rimasticatura – che può definirsi anche remix, secondo le tendenze più recenti – di quanto offerto dall’editoria di genere più o meno specializzata.

La nostra valutazione di rating, pur essendo la materia in esame ascrivibile alla pubblicistica, ha scelto di applicare la scala riservata alla letteratura, in considerazione degli sforzi fatti dall’autore per conferire un particolare appeal alle sue esposizioni discorsive, di cui si riporta di seguito un saggio rappresentativo:

Ti viene davanti la tigre dai denti a sciabola.
Cosa fai?
Scappi come un razzo.
Giustamente.
E la tigre salta il pasto.
Fin qui tutto bene.
Se non sei la tigre.
Ma se sei seduto nel tuo salotto.
E pensi che se esci ti trovi davanti una tigre.
E ti pigli paura.
Che fai?
Scappi come un razzo?
No.
Sai benissimo che non serve.
E allora che fai?
Stai nel tuo salotto a tremare di paura.
Ma nel tuo salotto non c’è nessuna dannata tigre.
Ecco: questa, è la paura, il più delle volte.
Paura di qualcosa che non c’è.
Di qualcosa che è solo pensata.
Che è solo immaginaria.
Una grande sega mentale.
Ma come distinguere una paura immaginaria da una paura reale?
Semplice.
Tutte le volte che non hai davanti materialmente ciò di cui hai paura, si tratta di una paura immaginaria.
Di una sega mentale.
Lo so che per te è difficile crederci.
Sei talmente abituato a scambiare per reali le tue paure immaginarie che non riesci più a distinguerle da quelle reali.
Hai paura che se prendi un aereo, quello viene subito giù.

(da La paura è una sega mentale, Mondadori 2010)

BB-

Concludendo, alla luce delle valutazioni descritte e del materiale considerato, si è dovuto operare un declassamento di due livelli del rating dell’autore, che viene così portato a BB-, con outlook negativo.

Siamo al limite inferiore prima del livello più basso della categoria letteratura: ciò per gli schemi semplificati e le convenzioni scontate che reggono l’esile struttura espositivo-discorsiva dell’opera. Accanto al debole valore letterario – benché lo stile possa risultare efficace in più punti – si registra un portato culturale d’insieme che poggia su conoscenze e acquisizioni ormai stranote, ampiamente codificate e sfruttate da pubblicistica di pari valore presente sul mercato da diversi decenni. Questo implica l’outlook decisamente negativo, poiché non si vedono, nell’attuale evoluzione del mercato librario e dei trend culturali, l’apertura di ulteriori spazi per questo tipo di produzione.

(2 – fine)

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